Montreal Impact: dov’e’ il sostegno della citta’?

Soccer Ball Breaking Through Metal Chains While Making A Goal, Symbolizing Breaking Free, Strength, Victory, And Success

Ho voluto apettare un po’ prima di scrivere questo articolo, semplicemente per vedere la reazione dei fans e degli addetti ai lavori alla notizia, messa inizialmente sotto silenzio oltretutto in piena bagarre play-offs, dello spostamento nel palinsesto di TVASports di due partite dell’Impact, il 4 e 19 ottobre, rispettivamente contro Houston e Philadelphia. Prima avevo dei dubbi, ora solo certezze: il calcio professionistico in Quebec sara’ sempre considerato un sport di categoria inferiore e purtroppo non solo dai guru dei media locali, ma anche dal grande pubblico. Fanno eccezione naturalmente gli appassionati che riempiono il Saputo Stadium praticamente ad ogni partita, ma anche qui c’e’ un ma… Piu’ avanti nel testo riprendero’ questo punto.
Nel mio piccolo ho sbraitato spesso su Twitter, di come la copertura mediatica sia a dir poco carente, soprattutto da parte delle reti che hanno soldi da investire per sviluppare questo mercato pubblicitario. E’ inutile nascondersi che l’hochey e’ la gallina dalle uova d’oro per tutte le reti radio-televisive (vedi talk shows a bizzeffe che spesso rasentano il ridicolo, con pseudo analisti e commentatori). E se l’Italia e’ un paese con 58 milioni di CT quando gioca la nazionale di calcio, il Quebec e’ la patria degli ‘esperti’ in hockey (visto che praticamente chiunque sappia pattinare ha qualcosa da dire e si fanno sondaggi vox populi a non finire in mezzo alla strada).
Il “Diffuseur Officiel” e’ anche uno dei principali sponsor della squadra e mi sembra non dedichi abbastanza attenzione al pre e post partita. Voglio chiarire che non ho nessun appunto da fare al telecronista Frederic Lord e all’analista Olivier Brett, che viste le circostanze fanno un ottimo lavoro. Mi riferisco piuttosto ai dirigenti, cioe’ quei baby-boomers che sono cresciuti unicamente con l’hockey (oppure in misura minore il baseball), e che per deformazione mentale non capiscono (e purtroppo non capiranno mai) la cultura del calcio. Quello che conta per loro sono le partite che finiscono con 7, 8, 9 gol e dei taglialegna grandi e grossi che se le suonano di santa ragione sul ghiaccio (fino a che non ci scappera’ il morto). In Quebec l’aspetto tattico e di preparazione dell’azione nel calcio sono considerati noiosi: vedere il Barcellona che ha un possesso di palla per quasi tutta la partita ma che magari va’ in rete ‘solo’ due volte non attirera’ mai questi signori. Chi con il calcio e’ cresciuto invece sa’ quanto lavoro e tecnica ci siano dietro tutto cio’ ed e’ naturlamente in grado di apprezzarlo. Proprio qui sta il problema: il calcio non ha radici sociali e storiche in Canada. Viviamo in una società che invecchia, dove la maggioranza delle persone e’ cresciuta in un ambiente dove la tradizione sportiva è venuta quasi interamente dall’ hockey e la relativa somiglianza dello sport di squadra con il calcio (due squadre che hanno come obbiettivo di segnare in una rete difesa da un portiere) continua a influenzare i termini del confronto tra le due discipline. L’azione si svolge molto più velocemente sul ghiaccio, con piu’ gol e piu’ azioni e lo spettatore “non iniziato” continuera’ a affermare che il calcio è noioso.

ItsTheEconomyStupid

Un altro elemento non trascurabile e’ che i vari diffusori concorrenti di Videotron non hanno effettivamente alcun interesse a pubblicizzare le partite per il semplice fatto che a loro di soldi in tasca non ne entrano. Ma questo mai nessuno lo ammettera’ pubblicamente… Quindi meno ne parlano e piu’ male fanno ad una rete concorrente. Ma tant’e’: money talks e, come diceva Bill Clinton: ‘it’s the econonmy, stupid’.
La struttura tecnica del Club ha fatto un lavoro incredibile: gia’ in questo secondo anno la squadra si dimostra all’altezza della situazioe e non sfigura affatto con il suo gioco nei confronti di altri Club piu’ titolati e con piu’ esperienza nella MLS.
A livello di marketing invece le strategie si sono rivelate a dir poco carenti: nell’era del Web 2.0 è inaccettabile ad esempio, non poter seguire la conferenza stampa e i commenti dell’allenatore e dei giocatori al termine di ogni incontro (o almeno per le partite in casa). La mancanza di visibilità a questo livello e’ flagrante. Carente e’ anche la presenza sui social media, dove anche l’organizzazione degli Alouettes fa’ miglior figura. Unica eccezione sono i video ‘Derrière chaque victoire’ prodotti dal Club e che sono obiettivamente di una qualita’ e bellezza assolutamente strabilianti.

Per riprendere il discorso sugli spettatori che seguono la squadra allo stadio, mi chiedo ad ogni partita come mai la gente arrivi in ritardo e parta in anticipo. Assolutamente inconcepibile. E’ chiaro che non c’e’ l’approccio europeo, dove la giornata della partita e’ tutta incentrata sull’evento stesso ma questo e’ forse chiedere troppo: sarebbe necessario infatti un impossibile cambio di mentalita’. Basterebbe pero’ forse rivedere la logistica dentro e fuori lo stadio per permettere ai tifosi di recarsi sul posto ed usufruire magari di ristoranti che non siano solo hot-dogs e pizza. Nonostante in Quebec il calcio sia lo sport piu’ praticato a tutti i livelli, le varie comunita’ etniche snobbano l’Impact giudicando il livello della MLS non paragonabile alla Seria A, Premier Ligue, Liga e Bundesliga. Ho il triste presentimento che nonostante gli sforzi, stiamo mancando un occasione incredibile per fare il salto di qualita’ e sviluppare nella ‘’Belle Province’’ quello che e’ il piu’ bel gioco del mondo. Alla lunga questa tendenza al disinteresse potrebbe condurre ad un deficit economico permanente e addirittura minare la sopravvivenza stessa del Club.

Giornalista radiofonico ed informatico, residente a Montreal e appassionato di calcio, giocato e parlato. Inviato della radio italiana di Montreal CFMB 1280, www.cfmb.ca agli incontri dell'Impact nel campionato della Major League Soccer.

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Pubblicato su Stagione 2013

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