Considerazioni (personali) di fine stagione 2013

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Ho voluto aspettare a dopo la conferenza stampa dei dirigenti dell’Impact per mettere in linea i miei commenti di fine stagione per avere anche il punto di vista ufficiale del Club, fornendo il quadro completo di tutto quello che e’ successo ed i commenti dalla viva voce del Presidente Joey Saputo e del Direttore Sportivo Nick De Santis che si sono dati un 7 in pagella (5 pero’ per il lato finaziario nelle parole del presidente).


I commenti in italiano di Joey Saputo e Nick De Santis:

La conferenza stampa integrale:

Sono diversi gli aspetti che ho preso in considerazione ma voglio partire dalla completa disfatta (in tutti i sensi), subita a Houston.
Il fatto che un giocatore esperto come Marco Di Vaio perda il controllo in quella maniera e’ il sintomo di una frustrazione accumulatasi nella parte finale della stagione, quando gioco e risultati hanno latitato in maniera flagrante. In questo tipo di situazioni (e non solo nel calcio) i problemi latenti vengono alla superficie e si amplificano, creando una comprensibile tensione nello spogliatoio. Come poi spesso capita negli sport di squadra il capro espiatorio è l’allenatore (a torto o a ragione), e sapremo presto se la saga montrealese del tecnico elvetico continuera’. Tra l’altro, le statistiche finali sono assolutamente incongruenti e non forniscono nessun tipo di punto di riferimento su una stagione che si e’ dipanata come un giro sulle montagne russe.

Veniamo ora al capitolo Marco Schallibaum. A me personalmente questo allenatore e’ piaciuto anche se spesso ha esagerato con le sue esternazioni in campo contro la terna arbitrale ed il quarto uomo. Pagando anche di tasca sua, ha pero’ imparato a controllarsi e ad inizio stagione ha operato un cambiamento notevole nello spogliatoio, ravvivando un’ atmosfera cupa e deprimente lasciata in eredita’ dalla gestione di Jesse Marsch. In ogni caso posso confermare che le conferenze stampa sono state molto piu’ animate e interessanti di quelle dell’allenatore statunitense, sia per carattere sia per il fatto di conoscere quattro lingue (fattore assolutamente non trascurabile a Montreal). A livello tecnico ha mostrato lacune cognitive su come la stagione nella MLS sia diversa dai campionati europei e sono stati molti i commenti su certe scelte portate avanti testardamente (in particolare l’uso di Romero e l’accantonamento di Smith). A sua parziale discolpa si puo’ pero’ dire che lo staff al completo gli e’ stato ‘de facto’ imposto: Schallibaum e’ arrivato solo e non ha praticamente avuto voce in capitolo per quello che ha riguardato gli acquisti (altro nota alquanto dolente). Oltretutto un suo rinnovo era inscindibile dall’obiettivo dei play-off, quindi e’ normale che Schallibaum si sia affidato ai giocatori piu’ esperti che alla lunga hanno pagato lo sforzo. La continuita’ per un secondo anno sarebbe la via logica da seguire, ma c’e’ una probabile frattura con la dirigenza che rende quest’opzione poco probabile. La fredda stretta di mano tra Schallibaum e Joey Saputo dopo la sofferta vittoria contro Philadelphia e’ stato forse il primo indizio che il rapporto tra i due si era gia’ irrimediabilmente incrinato e la conferenza stampa di oggi non ha risolto il mistero.

Capitolo giocatori che cominciamo dalla difesa – Perkins e Bush sono apparsi solidi tutta la stagione con pochissimi errori per entrambi (anche se decisivi, come il gol di Magee nel caso di Perkins e quello subito in Guatemala da Bush). Camara e Brovsky sono stati utilizzati in maniera costante ed hanno offerto un rendimento molto elevato ma anche loro hanno avuto pochissime occasioni di rifiatare.
Ferrari e soprattutto Nesta hanno fatto uso della loro esperienza per sopperire alla velocita’ degli attaccanti che si sono trovati davanti, ma anche nel loro caso, non hanno avuto la possibilita’ di usufruire di periodi di riposo in frangenti in cui era evidente che una pausa era assolutamente necessaria.

Centrocampo – Bernier si e’ dimostrato un cardine del reparto centrale e quando e’ stato affiancato da Bernardello a meta’ stagione, il centrocampo e’ apparso a tratti invalicabile per gli avversari. Alla lunga pero’ gli infortuni hanno avuto ragione di entrambi. Il giocatore che é cresciuto di piu’ quest’anno é stato senza dubbio Justin Mapp, che ha fatto un salto di qualita’ notato da tutti mentre Felipe ha avuto un annata per certi versi un po’ in ombra e segnata anche dall’intervento chirurgico. Molte speranze erano riposte nel calciatote brasiliano (che vi ricordo è ancora giovanissimo), per illuminare il centrocampo con la sua verve e imprevedibilita’. C’e’ riuscito solo a tratti, non riuscendo a ripetere la splendida stagione dello scorso anno. A sua parziale difesa bisogna sottolineare il fatto che gli avversari, conoscendolo meglio, lo hanno controllato con piu’ attenzione. Warner non ha inciso piu’di tanto nell’economia della squadra mentre Pisanu non ha mai veramente avuto a disposizione i minuti necessari per acquisire il ritmo partita in maniera soddisfacente. Arnaud si e’ dimostrato un giocatore affidabile e tenace ma dagli evidenti limiti tecnici soprattutto in fase d’impostazione, mentre si e’ distinto in fase difensiva. Romero invece, dopo aver mostrato ottimi momenti e’ pian piano diventato evanescente e inconcludente.
Attacco – Marco Di Vaio é stato semplicemente strepitoso con un ‘return on investment’ pazzesco, sia a livello di rendimento che di imagine (escludendo il parapiglia di Houston): 20 gol non si segnano per caso. Wenger e Nysassi sono invece il punto dolente dell’attacco. L’americano è un atleta fantastico ma che ha il suo tallone d’Achille nel suo secondo tocco e nella finizione. In una parola non ha l’istinto dell’attacante puro. Il gambiano ha una sola freccia nel suo arco: la velocita’. Purtroppo anche nel suo caso, il rendimento è stato nettamente insufficiente.
Mai capaci di rendersi veramente pericolosi e segnare gol importanti, il loro contributo al bottino delle reti fatte e’ infatti assolutamente irrisorio. Paponi infine, non ha avuto un’annata particolarmente fortunata, segnata da infortuni in momenti chiave e in cui avrebbe potuto supportare Di Vaio in maniera piu’ efficace di quanto fatto da Wenger.

Un’analisi a parte meritano i giovani. Ouimette che era partito bene è poi scomparso per lunghi tratti della stagione per dimostrarsi comunque inadeguato se utilizato da laterale. Smith ha ha offerto lampi di classe interessanti ed e’ un giovane che sicuramente fara’ comodo in avanti. Tissot e Lefevre sono sembrati piu’ adatti al gioco della MLS e avranno anch’essi occasione di dimostrarlo il prossimo anno.

Lopez e Rivas infine, rimangono due elementi che saranno utilissimi alla difesa per il campionato 2014.

In conclusione, penso che con l’accesso ai play-offs, la vittoria in Coppa e la partercipazione alla Champions League, la stagione sia da considerare estremamente posititva anche se il vistosissimo calo nella parte parte finale ha in parte mitigato l’entusiasmo per il raggiungimetno degli obiettivi prefissati a febbraio. C’e’ da scommettere che il direttore sportivo Nick De Santis sara’ molto occupato nelle prossime settimane.

Appuntamento a domani per il servizio sulla conferenza stampa del Mister e dei giocatori.

Giornalista radiofonico ed informatico, residente a Montreal e appassionato di calcio, giocato e parlato. Inviato della radio italiana di Montreal CFMB 1280, www.cfmb.ca agli incontri dell'Impact nel campionato della Major League Soccer.

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Pubblicato su Stagione 2013
One comment on “Considerazioni (personali) di fine stagione 2013
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